Le chicche mitologiche di MariaRosa
Io, Io, Io solo Io Secondo la mitologia greca Io era una principessa e sacerdotessa della dea Era. Zeus la vide e si innamorò di lei, ma, temendo la gelosia di Era, quando la andava a trovare si nascondeva in una nuvola dorata.Era però, accortasi del sotterfugio, per vendetta trasformò la giovane in una giovenca, ma Zeus, furbetto, continuò a vedere Io trasformandosi in toro. Stanca delle continue scappatelle del marito, Era decise di far sorvegliare Io da Argo, il gigante dai cento occhi. Il dio Ermes, incaricato da Zeus, addormentò Argo e lo uccise. Furiosa per questo Era inviò un tafano a pungere la povera Io trasformata in mucca. Infastidita fino alla follia dal tafano Io cominciò a correre per tutta la Grecia cercando di sfuggire all’insetto. Arrivata al braccio di mare che divide l’Europa dall’Asia lo attraversò a nuoto. Da quel giorno questo stretto prese il nome di Bosforo, in grecoΒόσπορος, ovvero il passaggio della giovenca. Infine Io potè giungere in Egitto dove partorì Epafo, frutto dell’amore con il padre degli dei, e grazie alle carezze di Zeus recuperò le proprie fattezze umane. L’ira di Era non era però stata soddisfatta, così che ordinò ai suoi sacerdoti guerrieri, i curetes, di sequestrare il neonato. Questi obbedirono e portarono via dalla madre il piccolo Epafo, ma furono scoperti e castigati da Zeus, che li annientò con un suo fulmine, senza però che rivelassero il nascondiglio del neonato. Così la sventurata Io iniziò un nuovo viaggio, questa volta in cerca di Epafo, che incontrò in Siria, dove lo allattava Astarté, la sposa del re Malcandro di Biblos. Quando finalmente Io tornò in Egitto con suo figlio si sposò con Telegono, re del luogo, e per questo Epafo ereditò il regno quando questi morì.