Le chicche meteorologiche di MariaRosa
Ghiaccio bollente La meteorologia ha molti termini per indicare formazioni di ghiaccio. Per esempio la galaverna è un deposito di ghiaccio in forma di aghi o scaglie sulle superfici e si produce in presenza di nebbia quando la temperatura dell’aria è inferiore a 0 °C. La calabrosa è invece un deposito di ghiaccio che si produce in caso di nebbia sopraffusa, cioè con temperatura tra −2 °C e −8 °C. Il termine calabrosa non c’entra nulla con la Calabria, bensì deriva da alcuni dialetti settentrionali con il significato di crosta ghiacciata, nebbia gelata. Etimologicamente calabro-/galabro-, vorrebbe significare concrezione calcarea o ghiacciata, radice che compare anche in galaverna. Esistono poi il gelicidio, fenomeno provocato dalla pioggia o dalla pioviggine che gelano a contatto con il suolo a temperatura sotto zero, e il vetrone, sottile strato di ghiaccio trasparente e liscio che si forma quando la pioggia viene a contatto con una superficie che ha temperatura inferiore a 0 °C, mentre la temperatura dell’aria è leggermente superiore a 0 °C. Sono finezze, lo so, ma la meteorologia checchè se ne dica è scienza precisa… Infine il ghiaccio chiaro, detto anche ghiaccio vitreo, è un deposito di ghiaccio liscio, compatto e molto aderente, di forma e superficie indefinita. Si crea per il congelamento di grosse gocce di nebbia sulle superfici, con una temperatura compresa generalmente tra 0 e -3 °C, ha un rapido accrescimento e può formare molti strati inglobando tutto in una massa ghiacciata.