La droga fa male, ma soprattutto fa schifo Ai tempi dei Vichingi i poeti delle corti islandesi e norvegesi erano detti
scaldi. Tali
scaldi erano assai esperti nell’uso delle
kenningar, plurale di
kenning, termine che indica una particolare forma di espressione poetica, che possiamo descrivere come una frase che indica metaforicamente un qualche soggetto o concetto. Per fare degli esempi esplicativi: il mare, con una
kenning, si poteva chiamare
strada delle vele, oppure anche
via delle balene; le navi a loro volta erano dette
lupi delle maree, l’aria invece era
la casa dei venti, e così via. Divertente era quando lo
scaldo decideva di articolare interi periodi a colpi di
kenningar concatenate: ne venivan fuori bislacche composizioni che oggi definiremmo quantomeno oscure, alla stregua di:
I tintori dei denti di lupo
prodigarono la carne del cigno rosso.
Il falco della rugiada della spada
si cibò degli eroi della pianura.
Serpenti della luna dei pirati
eseguirono la volontà dei ferri.
Trattasi né più né meno che di un dettagliato bollettino di guerra: basta sapere che
i tintori dei denti di lupo sono i guerrieri felici per la vittoria;
la carne del cigno rosso sono i morti;
rugiada della spada è ovviamente il sangue;
il serpente è la lancia, mentre
la luna dei pirati è lo scudo. Infine è palese che
i ferri sono gli dèi, no?
Va però riconosciuto che alcune di queste buffe espressioni sono sopravvissute nel linguaggio comune financo ai nostri giorni: chi era
il signore degli anelli, se non colui che disponeva di anelli, cioè gioielli e ricchezze, che poteva a suo piacere prodigare tra i fedeli servitori, insomma, il re, il comandante, il generale? E venendo ad usanze più vicine a noi, in inglese moderno
the devil’s dandruff, letteralmente la forfora del diavolo, la Cri chiede venia per l’immagine poco cortese, è un altro modo di chiamare la cocaina.