Le cricche geografico-letterarie della Cri
São lágrimas de Portugal!
Por te cruzarmos, quantas mães choraram,
Quantos filhos em vão rezaram!
Para que fosses nosso, ó mar!
Valeu a pena? Tudo vale a pena
Se a alma não é pequena.
Tem que passar além da dor.
Deus ao mar o perigo e o abismo deu,
Mas nele é que espelhou o céu.
Le cricche letterarie della Cri
Tre cinesi con il contrabbasso?!? Nel 1692, circa un secolo dopo la stesura del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, il drammaturgo inglese Thomas Betterton la riprende, la ribattezza The Faerie Queen, cioè La Regina delle Fate, la rimaneggia un tanto a proprio gusto, la fa musicare dal famoso compositore barocco Henry Purcell e ci ricava un’opera. Tanto stravolge il testo originale, da giungere ad inserirvi un misterioso coro cinese, con tanto di giardino cinese e pagode a farvi da sfondo, e un balletto di sei scimmie… forse per non far sentire troppo la solitudine al povero Bottom dalla testa d’asino?
Le cricche letterarie della Cri
Se non è zuppa… “A basin of gruel, thin but not too thin”: questo è - nell’opinione di Mr Woodhouse, padre della Emma di Jane Austen - il segreto per una perfetta salute. Ripararsi dal caldo e dal freddo, non far tardi la sera e prima di coricarsi prendere una bella ciotolina di gruel. Se l’è? Zuppa. O meglio, un brodino ottenuto diluendo nell’acqua o, se ce lo si può permettere, nel latte, la farina di un qualche cereale, dall’orzo al frumento, dalla segale all’avena o, perché no, possono andar bene anche semi di canapa o farina di castagne. Nel Medioevo era praticamente il cibo di sussistenza: i contadini, per non pagare la tassa al mulino, evitavano la macinatura arrostendo i chicchi dei cereali per renderli commestibili e poi triturandoseli in casa con un mortaio. Mr Woodhouse, però, è ricco, e non avrebbe necessità di ricorrere a pietanze sì frugali: ma lui lo fa per salutismo, o ipocondria, a seconda dei punti di vista. E infatti non si accontenta mica di un gruel a caso: no no, ha le sue belle pretese, lui! Lo vuole leggero, ma non troppo, thin but not too thin, appunto: e della medesima opinione in proposito è pure la figliola sua Isabella, che quando lo va a trovare è l’unica a tenergli compagnia in questa sua consuetudine serale.