Martedi, Febbraio 7, 2012
Le cricche iconografiche della Cri
E dire che la Cri ha sempre preferito i gatti, porcocane….! Bellino di Padova, Giovanni Bosco, Rocco di Montpellier, Valburga badessa, Bernardo di Chiaravalle, Francesca Romana…. Tantissimi sono i santi associati, nell’iconografia classica, al cane. Ma il noto migliore amico dell’uomo non ha sempre vita facile: spesso infatti viene citato non già come emblema di fedeltà ed amicizia, ma come simbolo di Satana, per il suo lato bestiale e feroce. E infatti, ad esempio, molti santi sono associati al cane in quanto invocati per i morsi di cani rabbiosi: come i già citati Bellino e Valburga, nonché Vito adolescente martire, Donnino di Faenza, Domenico di Sora e tanti altri. Secondo l’Islam il cane è da ritenersi animale impuro, al punto che gli angeli non entrano nelle case dove ce ne sia uno, ed ha anche il potere di rendere nulla la preghiera di un uomo semplicemente avvicinandoglisi; in definitiva tutti i cani andrebbero sterminati, ma siccome niente è stato creato senza un motivo, limitiamoci pure a sterminare solo quelli neri, che sono notoriamente i più satanassi. Tra i santi ai quali invece il cane è affiancato con valenza positiva ci sono Cristina di Bolsena, Briaco (!!!) eremita ed un curiosissimo Cristoforo di Licia, che viene raffigurato in forma cinocefala, cioè lui il cane ce l’ha direttamente al posto della testa, ma guarda un po’…