Giovedi, Maggio 24, 2012
Le chicche geografiche di MariaRosa
Fiori rosa, fiori di Firenze L’attuale nome di Firenze ha origine da quello più antico di Fiorenza con cui era conosciuta in tutto il mondo la città toscana nel suo periodo di massima fioritura, quindi intorno al 1500. Fiorenza a sua volta derivava dal latino Florentia, città fondata dai romani nel 59 a.C. durante le celebrazioni per l’avvento della primavera. Nei giorni tra il 28 aprile il 3 maggio si attuavano infatti grandi festeggiamenti in onore alla dea Flora, la dea dell’avvento della bella stagione, durante i quali venivano indetti i cosiddetti Ludi Florales, giochi e competizioni pubbliche in onore della dea. Ecco che la nuova città prese il nome dalla dea Flora. Ancora oggi lo stemma di Firenze è il giglio rosso, una variante dell’iris fiorentino di colore bianco molto diffuso nel territorio.
Mercoledi, Maggio 16, 2012
Le chicche geografiche di MariaRosa
Rischi a Monte Carlo Fino al 2002 il Principato di Monaco ha corso il rischio di perdere la sua autonomia e di diventare parte della Repubblica Francese. Una vecchia legge stabiliva infatti che in mancanza di eredi diretti del Principe il territorio monegasco sarebbe diventato francese. Pertanto nel 2002 venne attuata una modifica della Costituzione Monegasca in modo tale che ”in mancanza di discendenza diretta e legittima, la successione si opera a vantaggio dei fratelli e delle sorelle del Principe regnante e dei loro discendenti diretti e legittimi, in ordine di primogenitura con precedenza ai maschi a parità di grado di parentela”, così stabilisce la nuova norma. Ciò pertanto consentirà a Monaco di rimanere stato sovrano anche in caso di assenza di eredi diretti al trono dell’attuale Principe Alberto II.
Venerdi, Aprile 13, 2012
Le chicche geografiche di MariaRosa
Le Auguste Gemelle L’attuale Aosta fu fondata in tempi antichissimi dalla tribù Celto-Ligure dei Salassi. Narra infatti la leggenda che nell’anno 1158 a.C. venne chiamata Cordelia, dal nome di Cordelo, capostipite dei Salassi e nientepopodimenochè un discendente del dio Saturno e compagno di spedizione di Ercole. Rifondata dai romani come città fortificata su modello dell’accampamento militare romano, venne ribattezzata Augusta Prætoria Salassorum, situata in un punto strategico all’incrocio delle vie del Grande e Piccolo San Bernardo, presso la confluenza dei fiumi Dora Baltea e Buthier. Nei secoli caddero gli attributi di Prætoria e Salassorum, rimanendo solo Augusta e diventando l’attuale Aosta. Sorte
inversa invece per la sua “gemella” Julia Augusta Taurinorum, città anch’essa di impianto romano, sviluppatasi con il caratteristico impiantourbanistico reticolare, tipico del castrum romano, che si è mantenuto ed ampliato fino ai giorni nostri, almeno nel centro cittadino. In questo caso a cadere furono gli attributi di Julia Augusta rimanendo solo l’aggettivo Taurinorum, da cui il nome attuale: Torino.
Sabato, Aprile 7, 2012
Le cricche geografico-letterarie della Cri
Boja il Capo! Il Capo Bojador, situato sulla costa africana nella regione del Sahara occidentale, venne lungamente considerato come la fine del mondo occidentale conosciuto, per via delle grandi difficoltà incontrate da chiunque tentasse di doppiarlo. La causa principale di tali difficoltà risiede nella presenza, venti chilometri più a nord, di un falso capo Bojador, seguito da un tratto di secche, profonde in alcuni punti meno di cinque metri, che rendevano difficoltosa la navigazione di cabotaggio, ovvero fatta mantenendosi a poca distanza dalla costa in modo da seguirne l’andamento e non perdersi nella sconfinata vastità dell’oceano. Le secche quindi, insieme con le correnti e i venti, provocavano frequenti incidenti come navi incagliate o colate a picco, al punto che presto si diffusero tra i marinai leggende e credenze su mostri marini e altre simpatiche manifestazioni soprannaturali. Il primo navigatore che ufficialmente riuscì a superare il Capo maledetto fu il portoghese Gil Eanes nel 1434, al quindicesimo tentativo, dopo dieci anni dal primo… che pazienza. Il mito di questo Capo è così radicato nella cultura portoghese da essere celebrato, a cinque secoli dal primo doppiaggio, nientemeno che dal grande poeta Fernando Pessoa, in una stanza del poema Mensagem, che recita così:
Fernando Pessoa - MAR PORTUGUÊS
Ó mar salgado, quanto do teu sal
São lágrimas de Portugal!
Por te cruzarmos, quantas mães choraram,
Quantos filhos em vão rezaram!
Quantas noivas ficaram por casar
Para que fosses nosso, ó mar!
Valeu a pena? Tudo vale a pena
Se a alma não é pequena.
Quem quer passar além do Bojador
Tem que passar além da dor.
Deus ao mar o perigo e o abismo deu,
Mas nele é que espelhou o céu.
Ecco la traduzione della Cri: Mare portoghese. // O mare salato, quanto del tuo sale / sono lacrime del Portogallo! / Affinché noi potessimo navigarti, quante madri hanno pianto, / quanti figli inutilmente pregato! // Quante promesse spose rimasero in attesa delle nozze / perché tu fossi nostro, o mare! / Ne è valsa la pena? Tutto vale la pena / se l’anima non è piccola. // Chi vuole oltrepassare il Bojador / deve superare il dolore. / Dio diede al mare il pericolo e l’abisso, / ma è nel mare che specchiò il cielo.
Giovedi, Marzo 29, 2012
Le chicche geografiche di MariaRosa
Gallinelle olandesi La città di ’s-Gravenhage altro non è che la ben più nota L’Aia, la seconda città dei Paesi Bassi, contrazione di des Graven ha(a)ge: il bosco (Haag) del Conte (Graaf, sottinteso d’Olanda). Den Haag è ormai diventato il nome comune della città a partire dagli anni ‘90 del secolo scorso. Centro che ospita la Corte Internazionale di Giustizia e il Tribunale Penale Internazionale, ha varianti nelle principali lingue: The Hague in inglese, La Haye in francese, Den Haag in tedesco, Haag in danese, norvegese e svedese, La Haya in spagnolo, L’Aia in italiano, A Haia in portoghese e Haga in polacco e rumeno. Fa molto ridere che dal boschetto, in italiano,è diventata un cortile di fattoria.
Lunedi, Marzo 5, 2012
Le chicche geografiche di MariaRosa
Dolce paesino Il nome della ridente Jesolo, tra le mete turistiche più gettonate delle famiglie italiane, nell’antichità era Equilium, dal latino equus o dal venetico ekvo, cioè città dei cavalli, per i rinomati allevamenti di questi animali ivi presenti. Il nome attuale di Jesolo deriva probabilmente da una serie di errori di trascrizione di quello più antico attraverso le varianti Equilo, Esulo, Lesulo, Jexulo, Jexollo, Jesolum. Dal Cinquecento fino al 1930 Jesolo era però chiamata Cavazuccherina, nome derivante dall’omonimo canale, in veneziano detto cava, aperto il 20 aprile 1499 e progettato da Alvise Zucarin. Dal 1975, a seguito della coesistenza delle grafie Iesolo e Jesolo, il paese fu ufficialmente denominato Jesolo secondo la grafia antica che voleva la J, anche se l’amministrazione pubblica italiana spesso si riferisce a questo comune col nome di Iesolo, così come negli elenchi telefonici i due nomi sono equivalenti.
Venerdi, Febbraio 10, 2012
Le chicche geografiche di MariaRosa
Elba chiara L’antico nome dell’isola d’Elba era Ilva, poichè in epoca protostorica era abitata dagli Ilvati, popolazione appartenente al ceppo etnico dei Liguri. L’azienda siderurgica Ilva prende il proprio nome da qui e venne creata ai primi del ‘900 a Portoferraio. Ridente paesino dell’isola, Portoferraio fu fondata col nome di Cosmopoli nel 1548 da Cosimo (Cosmo in latino) de’Medici, per poi diventare Portoferraio nei secoli successivi. Importante centro di estrazione e commercio del ferro, minerale di cui è ricco il territorio dell’Elba, vide chiudere l’ultima sua miniera negli anni ‘80. Tutt’oggi il nome femminile Ilva è utilizzato prevalentemente in Toscana.
Giovedi, Gennaio 12, 2012
Le cricche geografiche della Cri
E qui casca la cascata… Per chi non lo sapesse la cascata delle Marmore è artificiale. Venne realizzata nel III secolo a.C. per volere del console romano Manlio Curio Dentato, convogliando le acque del fiume Velino in questo strapiombo per evitare che allagassero continuamente la piana della vicina Rieti.
L’Umbria è ricca di golose curiosità. Spoleto per esempio si trova sulla cima di un colle che, insieme a quello accanto, forma una stretta gola attraversata oggidì dalla via Flaminia moderna. I due versanti opposti della gola sono collegati dal Ponte delle Torri: un’imponente struttura che ricorda un acquedotto romano, e invece risale al XIV secolo, ma probabilmente fu eretto sopra i resti di un acquedotto romano preesistente. Serviva essenzialmente a garantire una via di fuga, in caso di attacco alla città, a chi si fosse rifugiato nella Rocca Albornoziana, il palazzo-fortezza voluto dal legato papale Albornoz quando fu inviato da Roma a trasformare Spoleto, sottratta ai duchi longobardi, in una roccaforte papale. Fu prigione di stato fino al 1982: ospitò numerosi mafiosi e pure Ali Agca.
Sulla via Flaminia antica invece si trovano le rovine romane di Carsulae. Vennero individuate alcuni secoli orsono da certi nobili appassionati di antichità, che vi attinsero ad ampie mani per decorare le proprie dimore romane. Oggi, distese nel verde, vi si incontrano ancora, tra le altre cose, le vestigia della pavimentazione originale di epoca augustea della via consolare e un bel teatro-anfiteatro che sfrutta sapientemente le irregolarità del terreno.
Poco più a sud c’è il borgo di San Gemini, famoso per l’omonima acqua, e dove le botteghe hanno insegne lignee con iscrizioni gotiche anche nei casi in cui le iscrizioni dicono “Elettricità”, “Articoli per l’informatica e il PC”, “Poste Italiane”. A San Gemini si trova inoltre il tempio di San Giovanni Battista, dalla curiosa pianta estremamente irregolare, ottenuta dal recupero soltanto parziale della pianta centrale e regolare del battistero da cui venne ricavata la chiesa odierna.
Ad Orvieto invece, oltre al notissimo pozzo di San Patrizio, ci sono molte altre vie per raggiungere il sottosuolo della città. Pare ci sia tutta una seconda città sotterranea, scavata nel tufo dell’altura su cui sorge la città.
Per finire ecco Bettona, roccaforte etrusca sulla riva sinistra del Tevere nonché “Uno dei Borghi più belli d’Italia”, come dice il cartello appena arrivati. Ospita le spoglie mortali di San Crispolto, patrono della città, venuto dall’Asia lontana per evangelizzare le genti della zona, e pure un crocifisso miracoloso, che farebbe tornare la pioggia nei periodi di siccità. Alcuni anziani abitanti del luogo ricordano ancora la pioggia caduta a seguito di una processione implorante, in un’estate verso la metà del secolo scorso. Curioso anche l’affresco futurista sull’abside della chiesa principale.
Giovedi, Dicembre 29, 2011
Le chicche geografiche di MariaRosa
Il Venezuela Il nome del Venezuela ha un’origine molto poetica. In spagnolo infatti vuol dire Piccola Venezia poichè i primi esploratori che arrivarono sulle coste videro dei villaggi costruti su palafitte immersi nelle lussureggianti lagune caraibiche costellate anche di canali… da qui decisero di chiamare il luogo Venezuela in omaggio alla più bella città del mondo… Inoltre in spagnolo strada si dice calle esattamente come in veneziano… copioni…
Venerdi, Dicembre 9, 2011
Le chicche geografiche di MariaRosa
Isola lontana Il nome della bella isola di Madagascar deriva, come ovvio, dalla lingua malgascia, la lingua che si parla in Madagascar ed è Madagasikara, che pressappoco vuol dire fine della Terra, riferendosi alla distanza della grande isola dalla terraferma. Sikara deriva dal sanscrito e significa vetta.
Martedi, Dicembre 6, 2011
Le minichicche geografiche di MariaRosa
Fu e non più è Il nome della scomparsa Jugoslavia significava semplicemente terra degli slavi del sud, infatti jug significa sud e slavia è la terra degli slavi.