Martedi, Gennaio 31, 2012

Le cricche cripto-musicali della Cri

notaZero assoluto in musica Nel 1952 il compositore americano John Cage eseguì per la prima volta in pubblico il brano per pianoforte “4’33”: si trattava di esattamente 4 minuti e 33 secondi durante i quali il musicista rimaneva fermo e zitto a fissare il proprio strumento, prima di cominciare ad eseguire i brani “veri”. Era una presa in giro, forse, dell’abitudine di tanti pianisti di trattenersi alcuni istanti, prima di iniziare l’esecuzione di un brano, per cercare la giusta concentrazione: senonché alle volte il numero di tali istanti tendeva ad essere eccessivo… Un’altra interpretazione, data dallo stesso Cage, era quella di mettere in risalto il ruolo del silenzio all’interno della musica: in realtà, durante l’“esecuzione” di quel brano di silenzio, era possibile ascoltare l’emergere degli innumerevoli e svariati rumori di fondo, ogni volta differenti: il vento fuori dalla sala, il mormorio del pubblico che si fa sempre più deciso, lo scricchiolio di scarpe, sedie, porte che cigolano ecc ecc… Ma la vera motivazione che avrebbe spinto Cage a proporre un brano sì insolito ed innovativo sarebbe da cercare nelle sue numerose amicizie tra scienziati (in particolare fisici) e nella sua avversione nei confronti dei musicisti minimalisti, che andavano componendo musica sempre più rarefatta ed estrema, tantoché, diceva Cage, oramai non rimaneva che proporre al pubblico lo “zero assoluto”: 273 gradi centigradi sotto lo zero, tanti quanti i secondi della durata del suo brano, 4’33” = (4x60)” + 33 ” = (240 + 33)” = 273”. Nient’altro che un velato, ben studiato, sfottò…